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Riqualificazione riserva naturale locale "le Gere" - Isolat

Inizieranno i lavori per la riqualificazione della riserva naturale locale "le Gere" - Isolat

La riqualificazione della riserva naturale locale “le Gere” nel Comune di Dro entra nel vivo grazie al sostegno dell’amministrazione e al coordinamento della Rete di Riserve fiume Sarca - basso corso che ha redatto il primo stralcio del progetto. I lavori che seguiranno, prevedono interventi nell'alveo del fiume e la sistemazione delle rive. Si tratta di opere necessarie per la corretta regimentazione delle acque e per la riqualificazione ambientale di tutta l'area. Il primo obiettivo è  la riattivazione del secondo braccio (sinistra orografica) che costeggia l’Isolat, l’isolotto in “mezzo” alla Sarca e visibile dal ponte su via Cesare Battisti guardando verso nord. Quest'area ospita un habitat fluviale con tipica vegetazione di ambiente umido perifluviale. L'obiettivo è quello di riportarlo al suo stato “naturale” eliminando le specie arboree infestanti, ripulendo gli argini e riattivando il “braccio” morto del fiume che oggi riceve solo sporadicamente acqua dal Rio Salagone. In questo modo si permetterà la ripopolazione della fauna ittica e delle specie tipiche della comunità acquatica. Il progetto preliminare è nato da un percorso partecipativo che ha coinvolto le numerose associazioni  locali, le quali, coadiuvate dalla rete Riserve fiume Sarca - basso corso e dall’amministrazione comunale attraverso la referente e vicesindaco Michela Calzà, hanno fortemente voluto il ripristino di quest’importante area. I lavori che prenderanno il ia nei prossimi mesi saranno eseguiti dal Bacino Imbrifero Montano (bim). «È stato un percorso intenso e veramente partecipato fin dall’inizio - commenta la vicesindaco Calzà -. Il lavoro che verrà fatto sarà importante. Ci tengo a precisare che l’Isolat non sarà mai reso raggiungibile, proprio per preservarlo. Saranno invece puliti gli argini, sia dell’Isolat che della sponda sinistra idrografica della Sarca, riportandoli all’aspetto che avevano qualche decennio fa. Un’intervento che successivamente al primo stralcio e mediante altri interventi da concordare e studiare, potrebbe anche permettere di accedere nuovamente a quel tratto di fiume che i nostri nonni usavano per prendere il sole l’estate». In questa prima fase d’intervento, così come spiegato dalla Rete di Riserve Sarca - basso corso verrà aperta una breccia nella difesa spondale realizzata negli anni ’80 e he incanalava il flusso unicamente sul ramo principale. In questo modo un pur minore flusso di acqua riprenderà a scorrere naturalmente nel ramo secondario e qui saranno attuate altre opere (creazione di zone d’acqua calma e quindi nuovi bacini) per favorire la riproduzione della fauna ittica. Successivamente si passerà alla fase di rinaturalizzazione delle sponde e del consolidamento della ripa. Verrà fatta idonea piantumazione di specie autoctone e di essenze tipiche della fascia riparia. Infine, sempre con l’ausilio di opere idonee e contestuali (massi sciolti), verrà ridotta la velocità del flusso nella parte terminale del ramo secondario.

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Pagina pubblicata Martedì, 26 Febbraio 2019

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