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Il capitello di Ceniga

La buona volontà di un gruppo di abitanti di Ceniga ha portato alla sistemazione e alla valorizzazione del capitello di S.Antonio di Padova che da oltre 150 anni vigila sui viandanti che transitano sulla strada che collega la frazione droata al ponte romano e quindi alla sponda opposta del fiume Sarca. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di inaugurazione del manufatto al termine del pregevole restauro frutto di un'iniziativa portata avanti da alcuni censiti, con in testa Gianna Santoni.

La buona volontà di un gruppo di abitanti di Ceniga ha portato alla sistemazione e alla valorizzazione del capitello di S.Antonio di Padova che da oltre 150 anni vigila sui viandanti che transitano sulla strada che collega la frazione droata al ponte romano e quindi alla sponda opposta del fiume Sarca. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di inaugurazione del manufatto al termine del pregevole restauro frutto di un'iniziativa portata avanti da alcuni censiti, con in testa Gianna Santoni.

 Il capitello è sito su di un'area privata ma si affaccia sulla via al Ponte dove tutti possono fermarsi e concedersi un momento di riflessione anche solo per tornare con la mente a tempi passati o per ammirarne le peculiarità artistiche. Alla celebrazione hanno preso parte anche le autorità cittadine – il sindaco Vittorio Fravezzi – e religiose, oltre ad un nutrito gruppo di cittadini. “Ben vengano i comitati spontanei che si formano per portare beneficio alla collettività anziché, come accade quasi sempre, per pretendere o si limitano talvolta a rumorose e pretestuose proteste”, ha commentato il primo cittadino. Storicamente parlando le origini del capitello risalgono almeno al 1859, anno a cui fa riferimento la datazione di alcune mappe catastali. Durante la seconda guerra mondiale venne restaurato una prima volta dal pittore Marco Bertoldi, artefice della Via Crucis nella chiesa di Ceniga, per volere del monsignor Donato Perli. Il capitello fu abbattuto nel 1953 per consentire l'allargamento della via al Ponte al fine di favorire la circolazione dei mezzi pesanti diretti all'attiguo mulino. Successivamente venne ricostruito, seppur in versione ridotta, e nuovamente dedicato alla figura di Sant'Antonio di Padova dal pittore droato Santini. Oggi l'immagine è stata ricreata in ceramica dall'artista Carlo Fia che ha donato l'opera alla comunità di Ceniga. Il passo successivo sarà l'iscrizione ai registri delle opere di valenza storica della provincia al fine di attivare la necessaria tutela e conservazione.  

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Pagina pubblicata Mercoledì, 14 Novembre 2012

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