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DRO: è un toponimo di origine prelatina. Secondo alcuni studiosi la parola DRO etimologicamente deriva dal termine celtico "Dru", che significa "quercia". Nel gonfalone del Comune di Dro, concesso con regio decreto dell' 11 agosto 1931, è raffigurata una pianta di ulivo contornata da un ramo di ulivo e da uno di quercia sovrastato dalla torre civica a sottolineare la sovranità cittadina. Negli stemmi storici questa raffigurazione era contornata dalla scritta latina "Omnia Tellus Fert" che significa: la terra produce ogni cosa, a sottolineare la caratteristica del microclima locale. Fanno parte del Comune di Dro: a sud l'abitato di Ceniga ( prediale romano "Villa Cenniaca" ) e a nord l'abitato di Pietramurata ( case costruite a ridosso di un grande masso attorno ad una torre di guardia "Guaita" ), e l'abitato di Dro. Il territorio comunale confina con i Comuni : a sud con Arco; ad est con Arco, Drena, Cavedine e Lasino; a nord con Lasino; ad ovest con Arco e Lomaso. Situato sul fondo della valle fluviale, il territorio comunale è attraversato in tutto il suo sviluppo da nord a sud dal corso del fiume Sarca. Appartengono al Comune di Dro la parte terminale del lago di Cavedine, il lago dei Bagatoli e Laghisol. Buona parte del territorio comunale è interessato all'enorme ruina (frana post glaciale) delle Marocche, che sbarra l'intera valle fra Dro e Pietramurata. IN base all L.R. nr.1 del 04.01.1993 il Comune di Dro si dota del presente Statuto come carta fondamentale del buon governo della cosa oubblica. Il comune di Dro trova i suoi primi documenti statutari già in documenti antichi; risalenti al 1935. |