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Il Comune

Lo stemma

di Venerdì, 07 Dicembre 2012 - Ultima modifica: Giovedì, 21 Maggio 2015
Immagine decorativa

Sezione contenente il gonfalone del Comune e tutta la storia relativa 

Premessa

DRO: è un toponimo di origine prelatina. Secondo alcuni studiosi la parola DRO etimologicamente deriva dal termine celtico "Dru", che significa "quercia". Nel gonfalone del Comune di Dro, concesso con regio decreto dell' 11 agosto 1931, è raffigurata una pianta di ulivo contornata da un ramo di ulivo e da uno di quercia sovrastato dalla torre civica a sottolineare la sovranità cittadina. Negli stemmi storici questa raffigurazione era contornata dalla scritta latina "Omnia Tellus Fert" che significa: la terra produce ogni cosa, a sottolineare la caratteristica del microclima locale.  Fanno parte del Comune di Dro: a sud l'abitato di Ceniga ( prediale romano "Villa Cenniaca" ) e a nord l'abitato di Pietramurata ( case costruite a ridosso di un grande masso attorno ad una torre di guardia "Guaita" ), e l'abitato di Dro. Il territorio comunale confina con i Comuni : a sud con Arco; ad est con Arco, Drena, Cavedine e Lasino; a nord con Calavino e  Lasino; ad ovest con Arco e Lomaso.

Trascrizione del Gonfalone

Ci piacque con Nostro Decreto del nove ottobre millenovecentotrenta concedere al Comune di Dro il diritto di fare uso di un gonfalone municipale. Ed essendo stato il detto Nostro Decreto registrato, come avevamo ordinato, alla Corte dei Conti e trascritto nei registri della Consulta Araldica dell'Archivio di Stato in Roma, Vogliamo ora spedire solenne documento della accordata grazia all'Ente concessionario. Perciò, in virtù della Nostra Autorità Reale e Costituzionale dichiariamo spettare al Comune di Dro, in Provincia di Trento, il diritto di fare uso di un gonfalone comunale, miniato nel foglio qui annesso, consistente in un drappo di color verde, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma del Comune, con l'iscrizione centrata in argento: "COMUNE DI DRO".
Le parti di metallo ed i nastri saranno argentati, l'asta verticale sarà ricoperta di velluto verde con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. Dichiariamo inoltre dovere il Comune stesso essere iscritto di conformità nel Libro Araldico degli Enti morali. Comandiamo poi alle Nostre Corti di Giustizia, ai Nostri Tribunali ed a tutte le Potestà civili e militari di riconoscere e di mantenere al Comune di Dro i diritti specificati in queste Nostre Lettere Patenti, le quali saranno sigillate con Nostro Sigillo Reale firmate da Noi e dal Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, e vedute alla Seduta Araldica.
Date a Roma, addì undici del mese di gennaio dell'anno millenovecentotrentadue, tredicesimoterzo del Nostro Regno.
Vittorio Emanuele Mussolini

Situato sul fondo della valle fluviale, il territorio comunale è attraversato in tutto il suo sviluppo da nord a sud dal corso del fiume Sarca. Appartengono al Comune di Dro la parte terminale del lago di Cavedine, il lago dei Bagatoli e Laghisol. Buona parte del territorio comunale è interessato all'enorme ruina (frana post glaciale) delle Marocche, che sbarra l'intera valle fra Dro e Pietramurata.

In base all L.R. nr.1 del 04.01.1993 il Comune di Dro si dota del presente Statuto come carta fondamentale del buon governo della cosa oubblica. Il comune di Dro trova i suoi primi documenti statutari già in documenti antichi; risalenti al 1935.

Immagini riferite a "Lo stemma"